Il lavoro a turni nelle 24 ore può avere effetti negativi sulle performances lavorative, sulla salute e sul benessere psicosociale dei lavoratori e in particolare delle donne lavoratrici caratterizzate spesso anche da un rilevante carico di lavoro familiare. L’alterazione dei ritmi circadiani delle operatrici la cui routine quotidiana risulta non più in accordo con il ciclo giorno notte gioca un ruolo cruciale. Il tipo di rotazione dei turni nelle 24 ore può giocare un ruolo negli effetti descritti. Valutare le differenze nella qualità del sonno e nei livelli di attenzione di due gruppi di infermiere ospedaliere che lavorano secondo uno schema di rotazione rapida oraria (RRO) e antioraria (RRA) dei turni. 100 infermiere (F, età 20-50 anni), addette ad attività di assistenza lungo le 24 ore presso reparti di medicina interna e chirurgia di due differenti Ospedali Italiani sono state arruolate. 50 lavoravano con RRO (mattino, M, h.6-14; pomeriggio, P, h.14-22; note, N, h.22-6, due giorni di riposo) e 50 con RRA (P,M,M,N, tre giorni di riposo). Sono stati utilizzati per la raccolta dei dati il North America Nursing Diagnosis Questionnaire e un dettagliato diario compilato al termine di ciascun turno di lavoro. La durata del sonno è risultata maggiore tra le lavoratrici con RRO (7.4±0.1h) rispetto a quelle RRA (6.1±0.1h). Le lavoratrici in RRO hanno di sentirsi più “riposate” e “attente” durante l’attività lavorativa in una percentuale superiore rispetto alle colleghe in RRA (70% vs 16%; p<0.0001, rispettivamente). Il gruppo di lavoratrici in RRA ha segnalato disturbi del sonno, inclusi frequentirisvegli, in percentuale superiore (80%) rispetto alle colleghe in RRO (40%) (p <0.0001). Infine le infermiere in RRA hanno riportato con maggiore frequenza (56%) rispetto alle colleghe in RRO (20%) difficoltà nel mantenere livelli di attenzione richiesti dall’impegno lavorativo (p<0.0001). Tale difficoltà nel mantenere adeguati livelli di attenzione è risultata principalmente associata al lavoro notturno nelle operatrici in RRA rispetto a quelle in RRO (46 vs 24%; p<0.05). Nel gruppo di lavoratrici considerato la rotazione rapida oraria sembra favorire una maggiore durata del sonno e una soggettiva maggiore capacità di mantenere livelli di attenzione durante lo svolgimento dei compiti lavorativi. Queste osservazioni, verosimilmente attribuibili a un minor impatto della RRO sulle alterazioni dei ritmi circadiani rispetto alla RRA, dovrebbe essere presa in considerazione nella organizzazione del lavoro a turni in particolare nel lavoro femminile. 1) Clockwise and counterclockwise rotating shifts: effects on vigilance and performance. Cruz C, Boquet A, Detwiler C, Nesthus T. Aviat Space Environ Med. 2003 Jun; 74(6 Pt 1): 606-14. 2) Objective working hour characteristics and work-life conflict among hospital employees in the Finnish public sector study. Karhula K, Puttonen S, Ropponen A, Koskinen A, Ojajärvi A, Kivimäki M, Härmä M. Chronobiol Int. 2017 Jun 7:1-10. doi:10.1080/07420528. 2017. 1329206. 3) Shift work and disturbed sleep/wakefulness. Åkerstedt T Occup Med. (Lond) 2003; 53: 89-94.

LAVORO A TURNI CON ROTAZIONE ORARIA E ANTIORARIA: EFFETTI SU QUALITÀ DEL SONNO E CAPACITÀ DI CONCENTRAZIONE IN UN GRUPPO DI INFERMIERE

Furlan R;Barbic F
2017-01-01

Abstract

Il lavoro a turni nelle 24 ore può avere effetti negativi sulle performances lavorative, sulla salute e sul benessere psicosociale dei lavoratori e in particolare delle donne lavoratrici caratterizzate spesso anche da un rilevante carico di lavoro familiare. L’alterazione dei ritmi circadiani delle operatrici la cui routine quotidiana risulta non più in accordo con il ciclo giorno notte gioca un ruolo cruciale. Il tipo di rotazione dei turni nelle 24 ore può giocare un ruolo negli effetti descritti. Valutare le differenze nella qualità del sonno e nei livelli di attenzione di due gruppi di infermiere ospedaliere che lavorano secondo uno schema di rotazione rapida oraria (RRO) e antioraria (RRA) dei turni. 100 infermiere (F, età 20-50 anni), addette ad attività di assistenza lungo le 24 ore presso reparti di medicina interna e chirurgia di due differenti Ospedali Italiani sono state arruolate. 50 lavoravano con RRO (mattino, M, h.6-14; pomeriggio, P, h.14-22; note, N, h.22-6, due giorni di riposo) e 50 con RRA (P,M,M,N, tre giorni di riposo). Sono stati utilizzati per la raccolta dei dati il North America Nursing Diagnosis Questionnaire e un dettagliato diario compilato al termine di ciascun turno di lavoro. La durata del sonno è risultata maggiore tra le lavoratrici con RRO (7.4±0.1h) rispetto a quelle RRA (6.1±0.1h). Le lavoratrici in RRO hanno di sentirsi più “riposate” e “attente” durante l’attività lavorativa in una percentuale superiore rispetto alle colleghe in RRA (70% vs 16%; p<0.0001, rispettivamente). Il gruppo di lavoratrici in RRA ha segnalato disturbi del sonno, inclusi frequentirisvegli, in percentuale superiore (80%) rispetto alle colleghe in RRO (40%) (p <0.0001). Infine le infermiere in RRA hanno riportato con maggiore frequenza (56%) rispetto alle colleghe in RRO (20%) difficoltà nel mantenere livelli di attenzione richiesti dall’impegno lavorativo (p<0.0001). Tale difficoltà nel mantenere adeguati livelli di attenzione è risultata principalmente associata al lavoro notturno nelle operatrici in RRA rispetto a quelle in RRO (46 vs 24%; p<0.05). Nel gruppo di lavoratrici considerato la rotazione rapida oraria sembra favorire una maggiore durata del sonno e una soggettiva maggiore capacità di mantenere livelli di attenzione durante lo svolgimento dei compiti lavorativi. Queste osservazioni, verosimilmente attribuibili a un minor impatto della RRO sulle alterazioni dei ritmi circadiani rispetto alla RRA, dovrebbe essere presa in considerazione nella organizzazione del lavoro a turni in particolare nel lavoro femminile. 1) Clockwise and counterclockwise rotating shifts: effects on vigilance and performance. Cruz C, Boquet A, Detwiler C, Nesthus T. Aviat Space Environ Med. 2003 Jun; 74(6 Pt 1): 606-14. 2) Objective working hour characteristics and work-life conflict among hospital employees in the Finnish public sector study. Karhula K, Puttonen S, Ropponen A, Koskinen A, Ojajärvi A, Kivimäki M, Härmä M. Chronobiol Int. 2017 Jun 7:1-10. doi:10.1080/07420528. 2017. 1329206. 3) Shift work and disturbed sleep/wakefulness. Åkerstedt T Occup Med. (Lond) 2003; 53: 89-94.
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